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Giochi Paralimpici

Giochi Paralimpici

Giochi Paralimpici
marzo 28
09:09 2018

L’espressione “Giochi Paralimpici” è divenuta ormai di uso comune sia tra gli atleti normodotati che tra gli sportivi diversamente abili. Ma in cosa consistono esattamente i Giochi Paralimpici, quando sono nati e come è possibile accedervi?

In questo articolo cercheremo di rispondere in maniera chiara e concisa a questi quesiti in modo da aiutare anche le persone meno esperte ad entrare in questo mondo.

La nascita dei primi Giochi Paralimpici

L’origine dei primi Giochi Paralimpici risale al periodo della Seconda Guerra Mondiale. Gran parte del merito si deve al dottore Sir Ludwig Guttmann, un neurologo molto affermato che dirigeva il centro di riabilitazione di Stoke Mandeville, nei pressi di Londra.

Il centro era destinato ai reduci di guerra che avevano riportato delle mutilazioni o delle infermità causate da lesioni midollari. Il dottor Guttmann fu il primo a comprendere l’importanza dell’attività sportiva nella riabilitazione psicofisica dei suoi pazienti e, nel 1948, organizzò proprio a Stoke Mandeville i primi giochi della storia per atleti con disabilità.

A questa prima edizione parteciparono atleti “para” e “tetraplegici” provenienti principalmente dall’Inghilterra.

Negli anni successivi, la notorietà di questi giochi si estese a livello internazionale tanto che nel 1960, in concomitanza con i Giochi Olimpici di Roma, Antonio Maglio, direttore del centro paraplegici dell’INAIL, chiese a Guttmann di organizzare simultaneamente nella capitale anche i suoi giochi: nascevano, così, i primi Giochi Paralimpici per atleti con disabilità.

La prima edizione romana vide la partecipazione di 400 atleti, provenienti da 23 Nazioni diverse. Furono organizzate 57 gare attinenti a 8 discipline sportive diverse.

Nel 1960, inoltre, Guttmann fondò l’Associazione Britannica Sport Disabili, cui ne seguirono altre a livello internazionale.

Sempre negli anni Sessanta, iniziarono ad essere organizzati anche i primi eventi sportivi per atleti con disabilità intellettive e nel 1984 il CIO, ossia il Comitato Olimpico Internazionale, approvò ufficialmente la denominazione di Giochi Paralimpici.

Discipline Paraolimpiche

Gli sport che rientrano nelle discipline paralimpiche sono divisi in Giochi Paralimpici estivi e Giochi Paralimpici invernali. Le attività estive includono: l’atletica leggera, le bocce, il calcio a 5-un-lato, il calcio a 7-un-lato, il canottaggio, il paraciclismo, l’equitazione, il goalball, il judo paralimpico, il nuoto, la pallacanestro in carrozzina, la pallavolo, il rugby in carrozzina, la pesistica, il tennis in carrozzina, il tennis da tavolo, il tiro e il tiro con l’arco paralimpico.

Le discipline di Giochi paralimpici invernali comprendono, invece: lo Sci Alpino, lo Sci di Fondo, il Biathlon paralimpico ed il Curling in carrozzina.

Oltre ai Giochi per atleti con disabilità fisiche, esistono competizioni anche per atleti con disabilità psico-mentali e per atleti non udenti. Le competizioni per atleti affetti da sordità iniziarono nel 1924 con i cosiddetti “Giochi Silenziosi di Parigi”, promossi dal Comitato Internazionale degli Sport dei Sordi.

Successivamente, nacquero i Giochi Olimpici Silenziosi, promossi dalla CISS che mantiene i suoi giochi separati rispetto a quelli organizzati dal CIO.

Negli anni Sessanta, invece, cominciarono ad affermarsi anche le prime competizioni per atleti con disabilità mentali e nel 1968 si tennero a Chicago le prime “Special Olympics” dedicate a questo tipo di atleti.

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