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La tecnologia sta cambiando i Giochi Paralimpici

La tecnologia sta cambiando i Giochi Paralimpici

La tecnologia sta cambiando i Giochi Paralimpici
maggio 06
13:47 2019

I primi Giochi Paralimpici si sono tenuti a Roma nel 1960: da allora, ogni edizione delle Olimpiadi, sia invernali che estive, è seguita dalle Paralimpiadi. Un evento globale, diventato oggi di straordinaria importanza. Negli anni, la tecnologia si è evoluta e ha portato evidenti cambiamenti anche nel mondo dei Giochi Paralimpici. Così come oggi possiamo giocare su slot-machines-online.it, attività che fino a qualche anno fa poteva sembrare solo fantascienza, oggi gli atleti diversamente abili possono gareggiare in sport che fino a poco tempo fa gli erano preclusi.

L’evoluzione delle sedie a rotelle

Molti sport praticati da diversamente abili si fanno seduti sulla sedia a rotelle. Ne sono un esempio la scherma, il basket o il tiro con l’arco. Le prime sedie a rotelle erano molto ingombranti, poco maneggevoli e rendevano sempre necessaria l’assistenza di un’altra persona. Insomma, di certo non erano strumenti adatti a chi fa sport. Poi, negli anni, la tecnologia si è evoluta fino ad arrivare ad oggi con sedie leggere e maneggevoli, che lo stesso atleta può spingere senza grandi difficoltà. Basta guardare una partita di basket in carrozzina per rendersi conto di quanto le cose si siano evolute e quale libertà questo comporti per chi è costretto ad usare una sedia a rotelle.

La tecnologia applicata alle protesi

Uno degli esempi più lampanti in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante è quella delle protesi. Fino a poche decine di anni fa, le protesi erano strumenti pesanti, poco maneggevoli e decisamente meno efficaci rispetto a quelle in titanio, leggere e funzionali di oggi. Pensiamo al caso di Oscar Pistorius, il campione sudafricano che grazie alle sue protesi è diventato un simbolo dei Giochi Paralimpici. Non solo: le sue protesi erano talmente efficaci che ha potuto perfino gareggiare con i normodotati, una sfida impensabile solo fino alla fine del secolo scorso.

L’handbike, l’evoluzione della bicicletta

Una delle evoluzioni più sorprendenti è forse quella che ha dato vita all’handbike, la bicicletta che permette di utilizzare le braccia come forza motrice. Cambiando completamente l’approccio alla bicicletta tradizionale, l’handbike ha aperto il mondo del ciclismo e di tutte le discipline con esso connesse anche a chi ha malformazioni o malfunzionamenti agli arti inferiori, tradizionalmente deputati alla spinta della bicicletta. Le gare di handbike hanno aperto la strada a tanti campioni desiderosi di ritrovare l’emozione dell’agonismo, uno su tutti il bolognese Alex Zanardi. Campione automobilistico, Zanardi rimase coinvolto nel 2001 in uno spaventoso incidente che causò l’amputazione di entrambe le gambe. Con uno straordinario spirito di adattamento e coraggio, Zanardi si riprese, tornò anche a correre in macchina ma soprattutto diventò da quel momento l’esempio dell’atleta paralimpico che non si lascia abbattere dalle difficoltà. La sua nuova passione diventò l’handbike e riuscì a conquistare 4 ori olimpici e 2 argenti, suddivisi tra le Paralimpiadi di Londra del 2012 e quelle di Rio de Janeiro del 2016.

Ma la tecnologia costa…

Bisogna anche considerare un aspetto fondamentale nella questione: il costo di questi strumenti. Protesi, sedie a rotelle, handbike e altri attrezzi sportivi possono essere molto costosi. C’è chi afferma che il loro costo non abbia fatto che aumentare il gap tra paesi ricchi e paesi poveri, anche a livello sportivo. Purtroppo, bisogna riconoscere che questo è un aspetto reale, ma che in ogni caso si può lavorare, attraverso ONG o associazioni sportive per portare la tecnologia anche là dove ancora oggi fatica ad arrivare, per uno sport sempre più globalmente equo.

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